LA STORIA DI SPAZIO NOVECENTO

All’interno del palazzo dell’Arte Antica SPAZIO NOVECENTO significa 1000 mq di versatilità ed eleganza nel cuore dell’ Eur, a due passi dal centro di Roma e ben collegato al GRA e all’aeroporto di Fiumicino.
Una scenografica terrazza rende la location adatta ad accogliere eventi 12 mesi l’anno.
Spazio Novecento si presta ad ospitare: congressi e convegni, meeting, mostre e fiere, cene di gala e ricevimenti aziendali, eventi di moda ed eventi privati.

Il progetto SPAZIO NOVECENTO si basa sull’innovativo concetto, soprattutto per Roma, di una location per eventi la cui caratteristica è quella di avere una estrema versatilità e adattamento a qualsiasi esigenza realizzativa.
La sua dotazione tecnologica paragonabile ad un vero e proprio studio televisivo, rende possibile innumerevoli combinazioni di allestimenti, fornendo agli addetti ai lavori la massima facilità nella messa in opera.
Spazio Novecento si avvale di numerosi servizi aggiuntivi di altissima professionalità, tra cui il catering, il servizio di traduzione simultanea e l’attività di progettazione e realizzazioni di allestimenti per eventi.
Spazio Novecento è la location tecnologica che Roma aspettava.

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la storia

Spazio Novecento si trova all’interno del Palazzo dell’Arte Antica che nasce più di 70 anni fa dal progetto dell’Esposizione Universale di Roma (Expo), che avrebbe dovuto ospitare l’eccellenza mondiale.

Era il 1935, l’anno XIII dell’era fascista, quando il governatore di Roma Giuseppe Bottai propose a Mussolini di presentare la candidatura di Roma per l’Esposizione Universale.  L’intento era mostrare al mondo il genio della Civiltà Italica. La parte esecutiva del gigantesco programma iniziò il 26 aprile 1937 e tra le costruzioni che dovevano essere realizzate c’era il  Palazzo dell’Arte Antica, che ospita Spazio Novecento. Il Palazzo fu costruito più di 70 anni fa dal progetto che avrebbe dovuto ospitare l’eccellenza mondiale per costituire il nucleo centrale della rassegna espositiva. Nelle intenzioni dei progettisti (F.Fariello, S.Muratori e L.Quaroni) doveva rappresentare una grande agorà, di chiara matrice classica, dalla forte carica celebrativa.

Il Salone espositivo è caratterizzato dalla presenza al primo piano di un grande salone monumentale a tutta altezza, decorato da due coppie di colonne in pregiatissimo marmo di portoro. Il Portoro o Marmo di Portovenere è una pregiata varietà di marmo nero proveniente dalla zona della Spezia. Il suo aspetto molto decorativo lo rende idoneo a realizzazioni artistiche e di pregio. I lavori, che iniziarono nel 1939, vennero però fermati a causa dello scoppio della II Guerra Mondiale nel 1942. Nel 1951 quando viene istituito l’Ente Eur, i locali del Palazzo dell’Arte Antica sono in stato di abbandono e ancora in fase di completamento. Da questa data fino al 1956/57 si avviano e concludono i lavori e il nuovo Ente affitta i locali al piano terreno a vocazione commerciale, e i piani superiori a società industriali internazionali che pubblicizzano le loro attività. A partire dal 1967 fino al 2000, anno in cui l’Ente Eur viene trasformato in Eur S.p.A. gli spazi ai piani primo e secondo e in minima parte al piano terra vengono condotti dall’Istituto Italo latino americano. A partire dal 2003 vengo effettuati grandi lavori di ristrutturazione dell’intero edificio riportando in larga massima gli ambienti di maggiore rappresentanza alla loro originaria configurazione attraverso un recupero filologico complessivo. 

Nel 2006 viene completata la ristrutturazione dell’edificio situato in Piazza Guglielmo Marconi. Spazio Novecento apre al suo primo evento inaugurale il 17 Marzo 2007. In realtà la storia ha inizio due anni prima, quando uno dei due soci, Stefano Spezia, nato all’EUR e innamorato del quartiere più moderno di Roma, decide di recarsi presso gli uffici dell’EUR Spa. 

Il suo desiderio è verificare la possibilità di realizzare il nuovo progetto di una location per eventi rivoluzionaria. L’idea era di creare uno spazio polifunzionale dove ospitare convegni, meeting, cene di gala, sfilate di moda, esposizioni, concerti e party. Il tutto organizzato con uno staff proprio e con gli spazi della location  pronti a trasformarsi grazie ad arredi e dotazioni tecnologiche all’avanguardia. L’idea venne presentata ad un dirigente dell’EUR Spa ma fu bocciata. “Stefano tu non hai le ancora le idee chiare. Questo progetto non è un ristorante, nè una sala convegni, nè una discoteca. Quando avrai le idee chiare più chiare ne riparleremo”. 

Ma il pensiero di Stefano era un altro: “La mia idea era proprio quella, abbracciare più soluzioni possibili in modo da poter coinvolgere più iniziative possibili nei più disparati rami commerciali e professionali”. In seguito, convinto della propria idea, Stefano tornò presso gli uffici dell’Eur Spa dove trovò cambiati i ruoli nei piani alti della società. Il nuovo consiglio di Amministrazione, composto all’epoca dall’amministratore delegato Mauro Miccio, una volta appresi i dettagli dell’innovativo progetto ne rimase entusiasta.


 Era convinto che questa idea potesse diventare un traino non solo per l’intera zona dell’Eur, ma per Roma stessa. A credere e sostenere il progetto, apportando modifiche e dispensando consigli furono Federico Haisberg e Massimo Arlechino: 2 membri all’epoca facenti parte del ministero delle attività produttive. La prima location individuata per la realizzazione del progetto era il Salone delle Fontane, ma era già stata locata. In alternativa, in quel periodo, vi era uno dei palazzi storici che si affacciavano su Piazza Guglielmo Marconi. In fase di ristrutturazione, la struttura era il Palazzo dell’Arte Antica. Al suo interno vi era una magnifica sala che, non avendo ancora un nome proprio, venne battezzata per l’occasione il “Salone delle Colonne”.

 Stefano si rese conto che il progetto aveva grandi possibilità di andare in porto e decise di chiamare il suo amico Daniele Aprile. All’epoca Daniele era comproprietario e Direttore di un noto locale del centro di Roma. Stefano era consapevole del fatto che l’unione potesse essere straordinariamente positiva per l’esito del progetto.

Quando Daniele vide per la prima volta la sala, lui rispose immediatamente: “Dove devo firmare?”. Era chiaro che non aveva assolutamente paura della sfida. Da quel giorno nacque l’unione che si congiunse nel nome della Happy Days Eventi s.r.l. Il nome della società era chiaramente ispirato al telefim che rappresentava la loro gioventù. Da li in avanti ci furono diversi incontri per un periodo che durò circa un anno e mezzo. Queste riunioni furono così lunghe e logoranti che si rischiò di perdere fiducia nel progetto. Ma grazie alla tenacia, alla determinazione e all’entusiasmo, finalmente Stefano e Daniele riuscirono a definire un accordo definitivo con la proprietà della sala. A quel punto, nel Dicembre 2006, finalmente iniziò la realizzazione dei lavori edili e tecnologici e partì l’acquisizione dei prodotti necessari al progetto.  

La scelta del nome

Tra le tante cose importanti a cui pensare vi era la scelta del nome della nuova location. Con la collaborazione di una società di comunicazione iniziò lo studio dei diversi nomi. Le proposte erano tante e si decidere la scelta insieme ad amici di diverse età. Fu organizzata una cena dove si sarebbero potuto scegliere tre nomi su 10 proposte disponibili. Le indicazioni di Stefano e Daniele erano di puntare su un nome “italiano” visto il contesto storico dove la location è situata. L’idea di Daniele era quella di uno “spazio” e, considerando che il palazzo fu costruito nel periodo più significativo del ‘900, optammo per unire queste due parole.

Il nome che decidemmo fu SPAZIO NOVECENTO.

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